febbraio 2022 17
14-20 Marzo 2022 Settimana del Cervello

gennaio 2022 11
L’importanza della valutazione neuropsicologica

L’infezione da SARS-CoV-2 produce sintomi che interessano prevalentemente l’apparato respiratorio determinando patologie significativamente invalidanti anche a lungo termine. In letteratura sono anche descritti casi di pazienti che presentano sintomi neurologici come encefalite e ictus cerebrale correlabili al
virus e che mostrano evidente compromissione delle funzioni cognitive. Alcuni pazienti che hanno contratto la malattia sembrano però presentare sintomi della sfera cognitiva anche in assenza di evidente patologia neurologica. Le ipotesi più accreditate suggeriscono un meccanismo diretto dovuto al particolare tropismo del virus per il sistema nervoso centrale o uno indiretto correlabile alla prolungata ipossia alla quale i pazienti vengono frequentemente esposti durante la malattia. In entrambi i casi si
ritiene appropriato un approfondimento diagnostico neuropsicologico ed un eventuale percorso riabilitativo.
Bacci, Marco, Mauro Mancuso, and Laura Abbruzzese. “Numero speciale”

marzo 2021 22
Ecco perchè sentire un odore risveglia un ricordo

I ricercatori sono riusciti a mostrare una connettività esclusiva tra l’ippocampo – la zona del cervello coinvolta nel mantenimento della memoria a lungo termine – e le aree olfattive degli esseri umani.

Mettendo a confronto tutte le connessioni delle nostre aree sensoriali primarie – quindi olfattiva, visiva, gustativa, uditiva e tattile – con la zona dell’ippocampo, i ricercatori hanno scoperto che l’olfatto ha una via preferenziale e che è stata mantenuta intatta nel corso di tutta l’evoluzione umana.

Nel corso del processo evolutivo, gli altri sensi dell’uomo sono stati attratti, per così dire, dall’espansione della neocorteccia e hanno allungato la strada verso l’ippocampo prendendo strade secondarie. L’olfatto invece è l’unico senso a non avere deviato la rotta e ad aver mantenuto intatta la connessione primordiale e diretta con l’ippocampo.